La lezione del 12 aprile
Il 12 aprile più di ventimila dimostranti sono scesi in piazza a Roma contro
le politiche governative, il Jobs Act, il piano casa di Lupi, la devastazione
ambientale, l’austerità e il saccheggio antipopolare che continuano ad essere
imposti dietro la cortina fumogena degli 80 euro.
Il corteo si è svolto dentro una città militarizzata, messa in stato di
assedio dal governo e dal suo ministro dell’interno Alfano, che ha così
avviato la sua campagna elettorale.
L’enorme schieramento poliziesco, la continua intimidazione, la chiusura di
tutte le vie di deflusso, le cariche brutali che sono state effettuate, i
pestaggi, hanno chiarito quale è l’unica risposta della banda di Renzi di
fronte alle rivendicazioni popolari: la criminalizzazione e la repressione
della protesta sociale, il tentativo di soppressione del conflitto, l’attacco
coordinato a livello politico-mediatico-militare contro ogni forma di
dissenso.
Il messaggio lanciato è chiaro. La minaccia e l’attacco non sono rivolti solo
contro i settori antagonisti che erano in piazza, ma contro l’intero movimento
operaio e popolare, contro le sue organizzazioni.
Siamo di fronte a un governo che calpesta e liquida uno dopo l’altro i diritti
e le conquiste dei lavoratori, che vuole varare una legge elettorale peggiore
della legge Acerbo di Mussolini, che esautora lo stesso Parlamento, che rompe
gli equilibri costituzionali per dar vita a una Repubblica presidenziale
autoritaria.
Il 12 aprile il governo Renzi ha fatto capire che intende andare avanti senza
sentire ragioni su questa strada, avendo come unici interlocutori i gruppi
dominanti del capitalismo. Ha messo in piena luce il suo volto
antidemocratico, reazionario e antipopolare.
Come impedire a Renzi di avanzare nel suo piano? Come sconfiggere questo
governo illegittimo e oligarchico, fautore di un neoliberismo d’assalto?
Non con azioni velleitarie di piccoli gruppi, che finiscono solo col
rafforzare il consenso di alcuni strati di opinione pubblica disorientata o
reazionaria nei confronti del governo.
Bisogna ampliare e organizzare la lotta!
Occorre costruire organismi di massa unitari nei posti di lavoro e sul
territorio per accumulare forza.
Occorre dar vita a un vasto schieramento popolare di tutti i movimenti, i
sindacati, le organizzazioni politiche e sociali, i settori delle masse
lavoratrici colpiti dall’offensiva capitalista; uno schieramento diretto dalla
classe operaia, che è la classe più fermamente portata alla lotta per una
nuova società senza padroni e senza sfruttamento.
Occorre definire una piattaforma politica che unisca tutte queste forze e
tracci una prospettiva di rottura profonda e radicale con il sistema
capitalista, le sue crisi, i suoi debiti, le sue guerre, le sue politiche
antipopolari.
Siamo solo agli inizi della battaglia. Diamo continuità alla mobilitazione
avanzando nell’unità di azione, nel più stretto coordinamento tutte le forze e
organismi che si pongono sul terreno della lotta di classe.
Rafforziamo l’unità comunista sulla base del marxismo-leninismo, per formare
il Partito che guiderà la lotta.
Il 25 Aprile scendiamo nelle piazze contro la trasformazione reazionaria dello
Stato e la politica antipopolare e repressiva del governo Renzi!
Esprimiamo la protesta operaia e popolare nelle elezioni europee del 25 maggio
con l’astensione protagonista e militante di massa!
Via dal potere Renzi e la sua banda che ci portano alla rovina!
13 aprile 2014
Piattaforma Comunista